La danza
(Copia da una ceramica di Pablo Picasso)
La voce del silenzio
“Il silenzio, ma che sciocchezza, a chi potrà importare?” “A nessuno, credo, e poi fa venire in mente la solitudine” “Ma non sarebbe male parlarne, nessuno se lo aspetta, durante una lezione” “Sì ma questi sono per lo più anziani, vengono per sentire la conferenza e vogliono che parli di arte. La maggior parte vengono per non stare a casa da soli” “Ma forse per questo capiscono di più. Il silenzio, non c’è mai silenzio in questa città. C’è tanto caos, e poi eccolo qui il collegamento. Per gli artisti, per i pittori soprattutto, è fondamentale il silenzio. Hanno bisogno del più totale silenzio per concentrarsi e creare, è così che comincia la ricerca della spiritualità. Il silenzio ha comunque una voce, la voce del silenzio, gli artisti la possono ascoltare “Beh sì, dovresti fare un po’ di esempi, com’era la storia di Michelangelo quando ha scolpito il David? Sì è chiuso nel suo studio per mesi e nessuno poteva entrare. Aveva solo 26 anni. E poi in tutti riti di tutte le religioni c’è il silenzio, si vede che ce n’è bisogno. “Dove puoi trovare il silenzio se abiti in una metropoli? Ma sì, nei musei, ecco il collegamento, guarda un quadro, il suo silenzio dura da secoli, eppure quante cose può trasmetterti. Pensa quante cose dice un quadro e quante può dirne una pompa di benzina “Ci sei, da qui puoi partire, perché li fai anche ridere” Sì, voglio fare una lezione sul silenzio, forse è per questo che i musei nelle città sono sempre pieni. Ti ricordi a New York? Io mi ricordo quel contrasto fortissimo, dentro il museo Guggenheim stavano tutti zitti, e i loro occhi erano colmi di una pace … Appena usciti il loro sguardo mutava. C’erano già un sacco di rumori che li distraevano. In un attimo era svanita tutta la spiritualità. E io mi ricordo quando sono arrivato a Milano da Morbegno, tutta la prima settimana l’ho passata nei musei. Li ho visti tutti e adesso penso che c’era qualcosa, forse, in questo, di cui non ero cosciente. Morbegno è una città così bella e tranquilla, di provincia, piccola, io ci ho vissuto fino a diciott’anni. Poi sono arrivato qui, Milano era così bella quando sono arrivato, ma tanto diversa, io mi ricordo, in un solo attimo quanto caos c’era. Magari è per quello che sono andato subito nei musei. Perché lì c’era il silenzio di cui avevo bisogno, la tranquillità. “Vai sereno, parla di questo. A me già hai fatto venire voglia di andare in un museo. Quel quadro, c’era così tanta pace in quel quadro, il Ramo di mandorlo in fiore di Van Gogh. Era un regalo che aveva fatto a suo fratello, quando era nato il figlio ...
L'isola


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