sabato 27 luglio 2013


 

L’errore
 
 
 

 


Sono così felice per te, perché non hai mai dovuto combattere contro la depressione, io mi auguro che sia sempre così per te, perché forse un giorno, non lo immagini, ma ti colpirà, forse riuscirà a farti del male. Io spero che non accada mai

Nei momenti più tristi che ho vissuto non facevo che ripetermi, io non sono qui, questo non sta succedendo. Ho pensato di non essere nulla più di un’onda, in un mare così grande … ero perduta, in un luogo dove nessuno veniva a cercarmi. Mi sono spaventata, e ho provato a fare l’unica cosa che pensavo fosse possibile, ho cominciato a leggere, così tanti libri. Ho visto centinaia di dipinti, e mi sono sentita liberata. Ho capito di poter contenere ancora tanta, tanta bellezza dentro di me.

Ho assimilato tutto, e poi un giorno mi sono svegliata e ho scritto una poesia, la sera su quella poesia ho fatto un dipinto. Da quel momento, ho smesso di sentirmi inutile, e ora so che non smetterò mai di disegnare e scrivere.

Ho capito questo: che soffrire è una debolezza che tutti hanno. Ho capito che l’unico modo per vincerla è darle un senso, darle un significato. Sono guarita così, ho vinto la mia depressione. Ora riesco a parlarne, e questo significa che è davvero finita

“Non ti era mai confidata con nessuno?”  No,  “e non hai mai pensato che ti avrebbe fatto bene parlarne?”  Mi vergognavo, mi vergognavo a dirlo. Pensavo che mi avrebbe segnato, che mi tutti mi avrebbero … etichettato .. non potevo

“Bene, è proprio su questo che devi riflettere. Perché questa è la radice della tua depressione. Tu credi di essere guarita, ma non lo sei. Non voglio spaventarti, ma il modo in cui hai risposto alla mia domanda dimostra che non ne sei uscita, anche se tu lo credi “… perché, perché … non ne sarei uscita?” “ … Sapresti arrivarci tranquillamente, da sola, ma ora non puoi, perché sei sconvolta interiormente. Ma devi ripensare bene  a quello che mi hai detto.

Hai detto che non ti sei mai confidata con nessuno. Mai. Perché ritenevi che ti avrebbero derisa, che ti avrebbero bollata. Sta tutto qui, è questa la chiave di volta, quello su cui dobbiamo lavorare

Tu non ti fidi delle persone, non hai fiducia in loro. Non è che le temi, non hai paura di loro, però pensi, sbagliando moltissimo, che se ti avessero visto soffrire, non ti avrebbero aiutato. E’ vero, è vero sai. Molti non ti avrebbero per niente aiutato, anzi. Dentro di sé avrebbero anche riso. Ma c’è una minima parte di persone che si sarebbero avvicinate a te. Attenta ora, non sto dicendo che ti avrebbero compatita. E’ tutt’altro.

Mi hai confidato che senti di essere stato salvata dall’arte, questo mi fa pensare che tu sia stata in musei, al cinema.

Prova a pensare ora, a quante persone, contemporaneamente,  si ritrovano in questi spazi. Pensaci bene, sono centinaia, tutte mosse dagli stessi interessi. Eppure tra di loro c’è, come un muro di gomma, nemmeno si parlano, guardano, e tutto quello che vedono lo tengono dentro di sé, diciamo che in un certo senso, non possono restituirlo. Pensa invece, se fra tutte queste persone, ci fosse uno, uno che fa la guida, di solito è una ragazza. Lei ha la stessa passione che hanno gli altri, ma il modo in cui interagisce è totalmente diverso. “Perché?” …

Perché lei può trasmettere ciò che ha dentro di sé agli altri. Questo le darà felicità,

prova a immaginarlo. Inizialmente, lei sarà quasi spaventata dalla folla, intimorita. Ma dopo aver cominciato a parlare, le passerà. Non perché si abituerà gradualmente allo stress di parlare in pubblico. Ma perché lei ha bisogno, ha tanto bisogno di trasmettere la sua passione agli altri

“Allora io capisco, cosa mi vuole dire, lo so”

Lo sai, sì, e non ti devi spaventare così, non sarà difficile. E’ così che guarirai. Io mi sono già informato per te, perché sei una mia paziente, e ti conosco. Conosco quello che sei, i tuoi dubbi, ma anche ciò di cui sei capace. Vieni qui da poco, ma conosco la tua sensibilità, e la tua storia. Sei laureata, hai il tuo master, ma ti manca una cosa. E io penso che in questo periodo della tua vita, ora, questa sia la cosa più importante per te. E anche che tu possa riuscire a ottenerla.

“Lo so, io forse, ho già capito, è l’esame di abilitazione, per diventare a tutti gli effetti, una guida … una guida  “Sì, è questo, è proprio questo. Ma sai perché è così importante? Sai perché lo è” .. non so, non credo di capirlo come lo capisce Lei” … E’ semplice invece, e ora, lo capiremo insieme.

Prova a immaginare te stessa, che arrivi un pomeriggio a una mostra. Immagina di entrare, di vedere moltissime persone, tutte lì. Pensa al loro interesse, a quanto sia profondo. E ora immagina di nuovo te stessa, tu. Se tu fossi una guida, tu, tu andresti verso di loro. Non solo per fare il tuo lavoro, per spiegargli cosa stanno vedendo. C’è una ragione più profonda, e da ciò, da questo, dipende la tua guarigione

Tu andresti da loro perché avresti fiducia in loro, e non è solo questo. Saresti felice, intimamente, del fatto che loro, loro credono in te. Fermiamoci un attimo ora, so che non è facile.

“No, no andiamo avanti, io credo di capire. Se io potessi parlare così con gli altri, è vero, io mi aprirei, mi aprirei di più, e poi lo farei anche per loro, per ripagarli della fiducia che mi danno, è vero? “Certo che lo è, vedi lo hai capito”

Sì, è così. È vero, questa idea, questa idea ora è dentro di me, è già dentro di me, è entrata in me, io posso farcela, ci posso riuscire

“Tu non hai idea di quante persone ci siano là fuori, che hanno la tua stessa passione. E tu devi andare da loro. Questo è il modo in cui puoi farlo, lo farai?”  Sì, io posso, lo posso fare, io ci posso riuscire, posso

“E allora questa è la nostra ultima seduta. Ora devi tornare a casa, darti una mossa, e cercarti i tuoi libri!
 
 
 
 
 

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