L’errore
Sono così felice per te,
perché non hai mai dovuto combattere contro la depressione, io mi auguro che
sia sempre così per te, perché forse un giorno, non lo immagini, ma ti colpirà,
forse riuscirà a farti del male. Io spero che non accada mai
Nei momenti più tristi che
ho vissuto non facevo che ripetermi, io non sono qui, questo non sta
succedendo. Ho pensato di non essere nulla più di un’onda, in un mare così
grande … ero perduta, in un luogo dove nessuno veniva a cercarmi. Mi sono spaventata,
e ho provato a fare l’unica cosa che pensavo fosse possibile, ho cominciato a
leggere, così tanti libri. Ho visto centinaia di dipinti, e mi sono sentita
liberata. Ho capito di poter contenere ancora tanta, tanta bellezza dentro di
me.
Ho assimilato tutto, e poi
un giorno mi sono svegliata e ho scritto una poesia, la sera su quella poesia
ho fatto un dipinto. Da quel momento, ho smesso di sentirmi inutile, e ora so
che non smetterò mai di disegnare e scrivere.
Ho capito questo: che
soffrire è una debolezza che tutti hanno. Ho capito che l’unico modo per
vincerla è darle un senso, darle un significato. Sono guarita così, ho vinto la
mia depressione. Ora riesco a parlarne, e questo significa che è davvero finita
“Non ti era mai confidata
con nessuno?” No, “e non hai mai pensato che ti avrebbe fatto
bene parlarne?” Mi vergognavo, mi
vergognavo a dirlo. Pensavo che mi avrebbe segnato, che mi tutti mi avrebbero …
etichettato .. non potevo
“Bene, è proprio su questo
che devi riflettere. Perché questa è la radice della tua depressione. Tu credi
di essere guarita, ma non lo sei. Non voglio spaventarti, ma il modo in cui hai
risposto alla mia domanda dimostra che non ne sei uscita, anche se tu lo credi
“… perché, perché … non ne sarei uscita?” “ … Sapresti arrivarci
tranquillamente, da sola, ma ora non puoi, perché sei sconvolta interiormente.
Ma devi ripensare bene a quello che mi hai
detto.
Hai detto che non ti sei
mai confidata con nessuno. Mai. Perché ritenevi che ti avrebbero derisa, che ti
avrebbero bollata. Sta tutto qui, è questa la chiave di volta, quello su cui
dobbiamo lavorare
Tu non ti fidi delle
persone, non hai fiducia in loro. Non è che le temi, non hai paura di loro,
però pensi, sbagliando moltissimo, che se ti avessero visto soffrire, non ti
avrebbero aiutato. E’ vero, è vero sai. Molti non ti avrebbero per niente
aiutato, anzi. Dentro di sé avrebbero anche riso. Ma c’è una minima parte di
persone che si sarebbero avvicinate a te. Attenta ora, non sto dicendo che ti
avrebbero compatita. E’ tutt’altro.
Mi hai confidato che senti
di essere stato salvata dall’arte, questo mi fa pensare che tu sia stata in
musei, al cinema.
Prova a pensare ora, a
quante persone, contemporaneamente, si
ritrovano in questi spazi. Pensaci bene, sono centinaia, tutte mosse dagli
stessi interessi. Eppure tra di loro c’è, come un muro di gomma, nemmeno si
parlano, guardano, e tutto quello che vedono lo tengono dentro di sé, diciamo
che in un certo senso, non possono restituirlo. Pensa invece, se fra tutte
queste persone, ci fosse uno, uno che fa la guida, di solito è una ragazza. Lei
ha la stessa passione che hanno gli altri, ma il modo in cui interagisce è
totalmente diverso. “Perché?” …
Perché lei può trasmettere
ciò che ha dentro di sé agli altri. Questo le darà felicità,
prova a immaginarlo. Inizialmente,
lei sarà quasi spaventata dalla folla, intimorita. Ma dopo aver cominciato a
parlare, le passerà. Non perché si abituerà gradualmente allo stress di parlare
in pubblico. Ma perché lei ha bisogno, ha tanto bisogno di trasmettere la sua
passione agli altri
“Allora io capisco, cosa
mi vuole dire, lo so”
Lo sai, sì, e non ti devi
spaventare così, non sarà difficile. E’ così che guarirai. Io mi sono già
informato per te, perché sei una mia paziente, e ti conosco. Conosco quello che
sei, i tuoi dubbi, ma anche ciò di cui sei capace. Vieni qui da poco, ma
conosco la tua sensibilità, e la tua storia. Sei laureata, hai il tuo master,
ma ti manca una cosa. E io penso che in questo periodo della tua vita, ora, questa
sia la cosa più importante per te. E anche che tu possa riuscire a ottenerla.
“Lo so, io forse, ho già
capito, è l’esame di abilitazione, per diventare a tutti gli effetti, una guida
… una guida “Sì, è questo, è proprio
questo. Ma sai perché è così importante? Sai perché lo è” .. non so, non credo di
capirlo come lo capisce Lei” … E’ semplice invece, e ora, lo capiremo insieme.
Prova a immaginare te stessa,
che arrivi un pomeriggio a una mostra. Immagina di entrare, di vedere
moltissime persone, tutte lì. Pensa al loro interesse, a quanto sia profondo. E
ora immagina di nuovo te stessa, tu. Se tu fossi una guida, tu, tu andresti
verso di loro. Non solo per fare il tuo lavoro, per spiegargli cosa stanno
vedendo. C’è una ragione più profonda, e da ciò, da questo, dipende la tua
guarigione
Tu andresti da loro perché
avresti fiducia in loro, e non è solo questo. Saresti felice, intimamente, del
fatto che loro, loro credono in te. Fermiamoci un attimo ora, so che non è
facile.
“No, no andiamo avanti, io
credo di capire. Se io potessi parlare così con gli altri, è vero, io mi
aprirei, mi aprirei di più, e poi lo farei anche per loro, per ripagarli della
fiducia che mi danno, è vero? “Certo che lo è, vedi lo hai capito”
Sì, è così. È vero, questa
idea, questa idea ora è dentro di me, è già dentro di me, è entrata in me, io
posso farcela, ci posso riuscire
“Tu non hai idea di quante
persone ci siano là fuori, che hanno la tua stessa passione. E tu devi andare
da loro. Questo è il modo in cui puoi farlo, lo farai?” Sì, io posso, lo posso fare, io ci posso
riuscire, posso
“E allora questa è la
nostra ultima seduta. Ora devi tornare a casa, darti una mossa, e cercarti i
tuoi libri!


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